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Gli italiani hanno paura dei furti in casa

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La sicurezza è sempre più una priorità. Da un'indagine risulta che il 72,59 % degli italiani teme di subire un furto in casa, il 67% per strada o nel proprio quartiere.

 

Cosa preoccupa di più gli italiani? Quali sono le loro paure? A quanto pare non è solo il terrorismo – per cui abbiamo assistito dopo gli attentati al Bataclan di Parigi, a fortissime misure di controllo e prevenzione, soprattutto nelle principali città italiane - a preoccupare gli italiani.

La criminalità diffusa quotidianamente sul territorio spaventa le comunità, specie se si parla di furti. A rivelarcelo è un’indagine ufficiale all’Istituto di ricerca e mercato Sondea, commissionata dalla Verisure Italia, sul tema della “Sicurezza in Italia” da cui traspaiono dei dati precisi. Dall’indagine risulta, infatti, che il 72,59 % degli italiani teme di subire un furto in casa e il 67% per strada nel proprio quartiere – si legge nel rapporto -. Il 77,50% ha dichiarato come massima preoccupazione quella di trovarsi a casa con la propria famiglia al momento del furto. Il 48% ha paura che la propria casa venga distrutta o che portino via oggetti che hanno un alto valore affettivo e il 33% non sopporta l’invasione del proprio spazio personale. In misura minore dall’indagine risulta la preoccupazione per gli aspetti materiali come la sottrazione di denaro al 12,18 % o altri oggetti materiali al 10,61%.
Le donne sono quelle più preoccupate, in caso di furto, che vengano portati via oggetti personali o ricordi, oltre alla paura che i ladri invadano il loro spazio personale. Le persone anziane, invece, sono più preoccupate della distruzione della propria casa così come chi abita in una villa. Gli uomini e le persone che abitano in grandi nuclei urbani temono in misura maggiore i danni materiali e economici.

Dati pesanti – quasi sempre in aumento rispetto alla precedente indagine del 2014 - che ci inducono a pensare quanto il tema della sicurezza costituisca sempre più una priorità dei cittadini e delle istituzioni, e che arrivano in un momento storico in cui la questione della legittima difesa e il fenomeno dei furti sono al centro delle cronache nazionali– come quello, purtroppo ben noto, di Ermes Mattielli, il commerciante veneto di 62 anni che nel 2006 sparò contro due ladri sorpresi a rubare nel suo deposito, condannato, nel 2015, a scontare cinque anni e quattro mesi di reclusione e al risarcimento dei due ladri – o di Rodolfo Colazzo, imprenditore milanese che lo scorso novembre ha ucciso uno dei rapinatori entrati nella sua abitazione, rispondendo agli spari di uno dei due.

Dall’indagine si evince, inoltre, che per l’85,95% degli italiani intervistati la sicurezza in Italia è diminuita rispetto agli ultimi due anni e che, comunque, sia minore rispetto alla media europea (48,82%); La Valle d’Aosta, per il 29,96%, è la regione più sicura, seguita da Trentino Alto Adige (19,06%) e Lombardia (6,68%) mentre la Campania e il Lazio sono le regioni meno sicure (rispettivamente il 29,08% e il 25,54%); tra le città si attestano al primo posto Trieste, la più sicura per il 38,80% degli intervistati, e Roma, la meno sicura per il 34,38 %, sopra a Napoli e Milano.

Per quanto riguarda le misure di sicurezza più impiegate, le porte blindate (per il 59,82%) e i sistemi di allarme (39,59%), sia nelle abitazioni che nelle attività commerciali (in cui prevalgono i sistemi d’allarme con il 34,77%) la fanno da padrone, mentre l’aumento del numero e dei mezzi delle forze dell’ordine (72,89%) e l’inasprimento delle pene contro i delinquenti (69,25%) sembrano essere i rimedi più utili al contrasto effettivo delle minacce.

Non si possono più chiudere gli occhi. Gli italiani hanno paura, la sicurezza e la tutela dei cittadini è una priorità.

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